Andar Per Funghi!!

Sarà colpa del tempo freddo e piovoso, ma già sono entrata in un clima completamente autunnale, e il mio primo pensiero associato all’autunno, sono i funghi. Mi piacciono le gite organizzate per la raccolta, cercare tra i sentieri, la scoperta di un punto prolifico e poi tornare a casa e cucinarli a regola d’arte, magari passando una serata tra amici!

Innazitutto ci sono alcune semplici ma fondamentali regole da rispettare quando si decide di “andar per funghi“:

rispettare la natura che ci circonda;
avere un abbigliamento adeguato: scarponcini, giacca a vento e coprirsi molto bene;
– per la raccolta avere sempre con se un cesto o comunque un contenitore rigido con dei fori per far areare i funghi (mai mettere i funghi nelle buste di plastica);
i funghi si raccolgono sempre interi e mai tagliandoli con il coltello o strappandoli. Il coltello viene sempre portato per poterli pulire in un secondo momento.

Ma in assoluto la cosa più importante è frequentare un corso di formazione e abilitazione alla raccolta dei funghi organizzato da un’associazione micologica riconosciuta. Durante questi corsi non solo s’imparano le accortezze che si devono avere per raccogliere i funghi nel migliore dei modi, ovvero senza danneggiare le radici e permetterne la riproduzione, ma anche e soprattutto per conoscere ed evitare i funghi non commestibili, tossici o addirittura velenosi.

Spesso infatti si pensa che basti acquistare un libro dettagliato sulle diverse specie di funghi, eppure, benché ricco di illustrazioni e descrizioni non vi potrà mai dare i consigli pratici che vi può trasmettere un esperto. Ci sono infatti moltissimi funghi considerati ottimi che sono della stessa famiglia e facilmente confondibili con altri velenosissimi, prendete ad esempio l‘Amanita Caesarea, detta anche ovolo buono simile all‘Ammanita Muscaria velenoso e
mortale, detto infatti anche ovolo malefico. Oppure la prelibata Moretta, Tricholoma Terreum, un fungo dal tenue odore di farina che cresce nelle foreste di conifere dal color grigio simile al Tricholoma Pardinum che è invece un fungo tossico.

Certo ci sono alcune regole base per distinguere i funghi commestibili da quelli tossici, per esempio molti funghi velenosi se tagliati nel cappello tendono a diventare scuri e violacei molto velocemente, oppure a volte nella stessa famiglia di funghi quelli velenosi si distinguono da quelli buoni perché sotto al cappello hanno una sorta di spugna porosa al posto delle lamelle. Queste sono solo alcune delle regole da osservare e purtroppo non sempre valide, non dobbiamo infatti farci ingannare dall’aspetto di alcuni funghi, prendiamo per esempio i Craterellus cornucopioides (detti volgarmente “trombette dei morti” perché spuntano intorno ai primi di Novembre) sono funghi a forma conica completamente neri che apparentemente possono sembrare velenosi e addirittura disgustosi, mentre invece sono funghi prelibatissimi!

Proprio perché l’universo micologico è così vasto e variegato è importante conoscerlo bene e frequentare un corso approfondito, se però vi mancasse il tempo per partecipare ad un intero corso potrete sempre aggregarvi ad associazioni naturalistiche che ottengono permessi giornalieri per gite di gruppo, dove sono presenti esperti che vi potranno guidare alla scoperta dei funghi e aiutarvi ad avvicinarvi al mondo della micologia.

Una volta dunque organizzato il tutto, non resta che scegliere la meta, e nelle Marche i posti dove fare meravigliose gite micologiche veramente non mancano. Ecco alcuni posti che vi consiglio:

Monte Catria: territorio molto variegato ricco sia di foreste e boschi che di immensi prati. Raccoglie non solo diverse specie di piante, fiori e animali che rendono gradevoli passeggiate ed escursioni, ma se siamo fortunati, ci possiamo trovare numerose tipologie di funghi commestibili anche pregiati!

Monte Acuto: la comunità montana del Monte è particolarmente ricca di funghi, questo grazie ad un’ottima combinazione climatica e della morfologia del territorio in prevalenza boschiva (ricca di alberi di sughera). In queste zone è possibile trovare funghi pregiati quali il porcino nero e l’ovulo.

Monte Nerone: nella provincia di Pesaro-Urbino, si tratta di un vetta che raggiunge anche i 1525 mt s.l.m., qui è possibile trovare funghi e fare escursioni mozza fiato.

Genga e il Parco della Gola della Rossa: qui si trovano monti e alture in cui si possono raccogliere i Pinaroli (Suillus Ieutus), funghi prelibati considerati i cugini dei funghi porcini (un consiglio per l’utilizzo è quello di eliminare sia il gambo che la pellicina viscida che ricopre il cappello, soprattutto nei funghi più adulti). Molto spesso per sapere quali sono le zone migliori per trovare funghi buoni basta osservare le tipologie di alberi che vi circondano, ad esempio i Pinaroli lo dice il nome stesso, crescono in prossimità di pinete. Queste ultime spesso sono circondate da radure in cui si possono trovare i Lactarius Deliciosus detti anche Sanguinelli appartenenti al genere Russula che racchiude sia funghi eccellenti che velenosi, quindi fate attenzione!

– infine, nei prati insieme al classico Prataiolo (Agaricus campestris) molto diffuso, si trovano le Vesce (Lycoperdon perlatum) hanno la forma di piccole palline simili a quelle da golf e se raccolte fresche e giovani assomigliano a delle mozzarelline che si possono gustare anche crude tagliate a fette e condite con olio e sale.  Un altro fungo ottimo se colto fresco e che può essere mangiato crudo è il prelibato Coprinus comatus l’unico commestibile della sua specie che addirittura causa un’intossicazione specifica chiamata “sindrome coprinica”.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.